Tag

, , , ,

maria tudor la sanguinariaIl Bloody Mary è uno dei cocktail che si trascina una moltitudine di leggende e miti, veri o falsi che siano, ma che comunque hanno contribuito a rendere questo drink leggendario per l’appunto. La leggenda che probabilmente va per la maggiore e che in molti collegano al cocktail è sicuramente quello della cosiddetta “Maria la sanguinaria”, ovvero la regina Maria I d’Inghilterra, soprannominata così dai protestanti per le violente persecuzioni perpetrate nei loro confronti. Il collegamento alla regina è semplice, in quanto il colore rosso del succo di pomodoro, che la fa da padrona all’interno del cocktail, spiccava maggiormente e ricordava il colore del sangue. Il cocktail si dice sia stato creato da Fernand Pete Petiot, barman dell’Harry bar di Parigi, negli anni ’20. Petiot divenne in seguito capo barman del King Cole Bar, del St. Regis Hotel di New York. Uno dei habitué del bar era anche il famoso gangster Frank Costello. Patiot si vantava però anche di aver servito tutti i presidenti U.S.A dal 1934 al 1972, con l’eccezione di Lindon Johnson. Secondo Patiot, i primi clienti per i quali aveva preparato questo cocktail erano due signori di Chicago, questi gli avevano raccontato che il cocktail preparato, ricordava loro di una ragazza che lavorava ad un bar di nome “Bucket of Blood” e che tutti chiamavano Bloody Mary perchè portava i capelli rossi. Lo stesso Patiot afferma che la versione moderna del cocktail era nata dopo il suo trasferimento al St.Regis Hotel di New York. In una intervista infatti, sul New Yorker di luglio1964, dice: “Ho iniziato io il Bloody Mary di oggi. George Jessel – prosegue lui – ha creato un drink che non era altro che succo di pomodoro e vodka! Quando l’ho fatto io, ho messo del sale sul fondo dello shaker, ho aggiunto del pepe nero e peperoncino, un po’ di succo di limone, qualche goccia di Worchester, due once di vodka, due once di succo di pomodoro, ho agitato tutto con il ghiaccio e versato nel bicchiere. Servivamo da 100 a 150 drink fatti così, al King Cole Bar!”bloodymary2

Una leggenda metropolitana invece più inquietante, anche se più che altro possiamo definirla un mito, è collegata ad una ragazzina di 14 anni, di nome Mary, morta in un incidente, che i genitori decisero di seppellire in giardino. La madre disse sin da subito di sentire il rumore del campanellino che Mary aveva al polso, suscitando pena nel marito. La pena si trasformò con il tempo in mistero, così da portare i genitori della ragazza a prendere la dura decisione di disseppellire la bara della figlia e riesumare il corpo, in modo da dare alla madre la prova finale della morte della figlia e mettersi in pace cuore e anima. Leggenda vuole che invece l’immaginazione della madre confermava la realtà: all’apertura della bara infatti, Mary aveva le unghie strappate e le dita insanguinate per aver tentato di liberarsi ed uscire dalla bara invano, ma il tempo l’aveva portata alla morte definitivamente. Questa la leggenda macabra, falsa, ha contribuito a creare mistero e mito dietro al cocktail con lo stesso nome della ragazzina sepolta viva.

bloody-mary-cocktailPer tornare invece a delle storie piacevoli, possiamo fare un collegamento al solito Ernest Hemingway, che ricordiamo incallito bevitore fino alla sua morte. Lo scrittore frequentava spesso Parigi e frequentava molto spesso anche un bar che con il tempo fu addirittura rinominato “Hemingway Cafè”. La storia vuole che alla liberazione di Parigi, uno dei primi clienti ad essere servito fu proprio lo scrittore dal barman Bernard “Bertin” Azimont, che molti ritengono essere il reale creatore del Bloody Mary. Come ricordiamo, Hemingway era molto malato ed il medico si aveva proibito tassativamente di bere, anche se sappiamo bene quanto questo consiglio sia stato seguito, ma la sua quarta moglie invece, presente in questo viaggio a Parigi, era molto più ossequiosa di rispettare questo veto e proprio in quell’occasione fu nominato dallo scrittore come Bloody Mary il drink. Un giorno infatti, sedendosi al bancone davanti al barman, gli raccontò che la moglie aveva scoperto come stesse bevendo, nonostante il divieto, sentendo l’odore di alcol nel suo alito e che quindi non avrebbe potuto bere stavolta. Così Bernard Azimont gli propose questo long drink con succo di pomodoro e vodka, visto che il succo di pomodoro avrebbe inibito la parte alcolica. Hemingway accettò, bevve il drink e tornò a casa. Il giorno dopo di nuovo seduto al bancone era raggiante ed esclamò a Bertin: “Quella maledetta di Mary (la moglie) non si è accorta di nulla..” Da qui la traduzione in inglese di maledetta Mary in Bloody Mary.

Per chi non conoscesse la ricetta: succo di pomodoro, vodka, sale, pepe, salsa worchester, succo di limone, tabasco. decorare con sedano, limone e olive (opzionale).

Annunci