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Abbiamo parlato di alcuni dei più famosi e conosciuti cocktail in circolazione, della loro storia, del loro gusto, della loro popolarità, ma la parola “cocktail” in sè, da dove deriva? Perchè una mistura composta da distillari, liquori, succhi, sciroppi, bitters e ingredienti vari viene chiamato ormai cocktail?

coda di galloIl celebre bartender Javier De Las Muelas, in un suo libro, ci racconta varie storie che, come per i drink già raccontati, sono abbastanza incerte, ma tutte molte interessanti e probabili. La prima di queste riguarda una taverna inglese che si chiamava “tail of the cock”, frequentata da marinai, all’interno della quale veniva servite pozioni magiche create con la combinazione di vari ingredienti. Altri ancora credono che il nome derivi dal Messico, da una pianta chiamata “rooster’s tail”. Altri fanno riferimenti ad una tradizione Azteca, secondo cui nell’area Nord-Americana venivano preparate delle misture con ingredienti miscelati con piume prelevate dalla coda di galli (cock tail o rooster tail in inglese). Leggenda vuole che in nord america, fu una principessa azteca a preparare un drink, nel 19° secolo, quando le forze sudiste americane arrivarono in Messico. La figlia del re si chiamava Còctel.

Una storia più recente riguarda il più famoso farmacista Antoine Peychaud. Si ritiene che le sue preparazioni venivano create e servite all’interno di un cartone per le uova che si chiamava “coquetier” e per questo motivo le persone iniziarono a Peychaudchiamare queste creazione coquetier.

Ancora nel 1779, Miss Betty Flanagan, proprietaria di una taverna vicino alla città di York, preparò un mix che fu servito all’interno di una bottiglia che aveva la forma di un coda di gallo (cock tail). I soldati francesi che assaggiarono il drink e che ne rimasero entusiasti, avendo problemi di pronuncia con l’inglese, iniziarono a chiamarlo cocktail, portando questa parola anche nel proprio paese e favorendone la diffusione.

Un’ulteriore storia riguarda di nuovo i marinai inglesi che, arrivati nello Yucatan, per soddisfare la propria sete chiesero un famoso drink di zona che veniva miscelato con la radice di una pianta. Lo stesso drink, in un altro bar, veniva miscelato dal cameriere con una radice di una pianta chiamata rooster’s tail (cioè coda di gallo).

La parola cocktail su menzionata per la prima volta in un giornale pubblicato a New York nel 1806, quando il direttore del giornale  rispose ad una domanda di un lettore: “Cos’è un cocktail?”. La sua risposta fu più o meno quella che conosciamo, una combinazione alcolica composti da distillati, zucchero, acqua e bitters.

Molte quindi sono le storie. Leggendole possiamo arrivare almeno ad una conclusione, ovvero che tutte, più o meno, fanno riferimento ad una coda di gallo (rooster tail o cock tail in inglese): c’è chi la usava per miscelare, chi la serviva all’interno di una bottiglia con quella forma o chi addirittura aveva un nome simile alla parola. Ma forse la verità, come spesso accade, non è mai la più chiara e la più scontata.

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